Rassegna Stampa

Boom del web in Trentino: in 400 mila navigano in internet alla ricerca di informazioni.

12 APR '17
Rassegna Stampa

Fonte: © LA VOCE DEL TRENTINO del 12 aprile 2017

Dopo la televisione è il web il sistema più usato dai trentini per la ricerca di informazioni di tutti i tipi. Il 75% dei trentini usa internet e di questi, il 37% si collega alla ret e per più un' ora al giorno. In cifre significa che nella nostra provincia 398 mila residenti usano il web e che circa 199 mila di questi lo usano almeno per minimo un'ora al giorno. La stragrande maggioranza usa internet per cercare notizie o informazioni e per navigare sui social network.


Naturalmente i giovani sono coloro che usano maggiormente questi strumenti digitali, il 94%, mentre il 75% della fascia degli over 65 non li considera minimamente. Per il momento è ancora la televisione il mezzo incontrastato per la ricerca delle informazioni, sia per i giovani che per i meno giovani. Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca "L'uso del web e dei social in Trentino " effettuata per conto del Comitato Provinciale per le Comunicazioni da SWG e presentata oggi a Palazzo Roccabruna a Trento, nel corso di un convegno.

I dati, illustrati da Riccardo Grassi, direttore di ricerca SWG e riferiti ad un campione di 1200 trentini intervistati, rivelano un mondo in veloce evoluzione, dove dopo la televisione seguono a distanza i quotidiani e l'informazione online. "Siamo di fronte ad un fenomeno complesso e di natura culturale dove i confini vengono azzerati, un sistema complesso che ha bisogno di essere "vissuto", regolato da meccanismi di cui non conosciamo ancora a fondo le dinamiche ", ha osservato Grassi: "un quadro in cui il gap generazionale tra off line e online è evidentissimo dal momento che l' 86% degli under 24 si definisce "competente" e il 73% degli over 65 "incompetente". La ricerca, centrata sulle abitudini all'utilizzo del web e dei social, ha rivelato che il 25% degli intervistati dichiara di non utilizzare il web perché "non interessato". La ricerca registra inoltre la rivoluzione nel passaggio da pc a smartphone con il sorpasso dei device in mobilità rispetto ai fissi.

Si è occupato delle minacce ed opportunità offerte dal social marketing Umberto Martini che ha illustrato l'evoluzione verso il marketing 3.0, che ha messo in discussione il vecchio modello di comunicazione. Oggi il marketing è one to one e il termine di riferimento è YOU. Si tratta di un nuovo modo di concepire il prodotto: non si vendono merci, ma relazioni, modi di pensare; l'offerta non è più standardizzata e il consumatore non è più un soggetto passivo, ma viene coinvolto nel mondo dell'azienda di cui condivide linguaggio e dimensione dei valori (engagement). I consumatori hanno una dimensione online e una offline che coesistono e si intrecciano in diversa proporzione.


Foto:  © LA VOCE DEL TRENTINO

In apertura sono intervenuti, oltre al Presidente del Corecom Carlo Buzzi, Giovanni Bort, per la Camera di Commercio e il Presidente della Giunta provinciale Ugo Rossi che ha messo in guardia dal rischio di considerare innovazione tutto ciò che è tecnologico. Nella tavola rotonda moderata da Paolo Ghezzi sono intervenuti a portare la loro esperienza, accanto a Giovanni Bort per la Camera di Commercio, Rocco Cristofolini (Confindustria) Alberto Carli (Federazione Cooperative), Alessandro Zorer (Trentino Network) e Paolo Nicoletti (dirigente generale Pat), che si sono confrontati sulla propria esperienza personale e di lavoro nell'utilizzo dei media. Carlo Buzzi ha concluso annunciando la Conferenza sull'informazione locale, prevista dalla recente legge per la promozione dell'informazione locale, che sarà organizzata entro l'anno e indagherà l'impatto dei nuovi media sui vecchi media. I dati emersi da questa ricerca sono stimolanti, ha aggiunto, richiamandone due in particolare sui quali occorre riflettere: l'1% della fascia d'età tra i 25 e 36 anni contro il 42% della fascia 55-64 anni che hanno dichiarato di non usare internet.

Tirando le fila dei contenuti emersi, Buzzi ha concluso esprimendo l'auspicio che a livello territoriale si rifletta su una promozione e una comunicazione "integrata". "Il web e i social - ha detto Rossi - sono strumenti importanti, anche per favorire la democrazia e per formare l'opinione pubblica, ma dobbiamo fare attenzione. La realtà non è tale perché la troviamo descritta su un gruppo Facebook. Dobbiamo - ha aggiunto - essere in grado di avvicinarci con maggiore spirito critico, sapendo che nelle cose, quasi sempre, non c' è solo il bianco o il nero, ma anche il grigio. Spesso pensiamo che tutto quello che è digitale sia al servizio dell'innovazione, ma in realtà internet e i social sono solo strumenti, su cui è strategico investire, ma senza dimenticare che per stare nel mondo globale in maniera innovativa, pubblico e privato, devono essere pronti al cambiamento". Secondo Rossi però serve una maggiore apertura culturale e anche una capacità di dominare il flusso delle notizie, senza esserne dominati. "Quindi l'auspicio - ha concluso - è che i cittadini sappiano conservare e sviluppare quel necessario spirito critico nei confronti delle notizie che trovano sul web, che altrimenti possono essere fonte di divisioni, di equivoci e di forti contrasti".